martedì 8 aprile 2014

ERRORI

Che cosa è una famiglia?

A parte la definizione da dizionario "Nucleo elementare della società umana, formato in senso stretto e tradizionale da genitori e figli, con l'eventuale presenza di altri parenti", per me una famiglia è un nucleo di persone (di uguale o differente sesso) che vivono insieme la quotidianità, esperienze, passioni, problemi, difficoltà.

Sbaglio?

...

A quanto pare sbaglio.




Sola.
Sono sola.
Condivido un appartamento con una persona che da tutto per scontato.
Che non mi riserva mai una parola dolce.
Mai una carezza o un abbraccio o un bacio senza motivo, od anche con motivo.
Sono sola.
Parlo solo con un bambino di due anni e mezzo, o di un bambino di due anni e mezzo.
Mai un sogno.
Mai una condivisione della giornata, di idee.

Lui si è sempre rimproverato di non avere una passione, lasciandomi sola nella mia di fotografia.
Adesso una passione ce l'ha, la politica. A me non me ne frega un cazzo di andare ai comizi di quelli del suo gruppo, non me ne frega un cazzo di andare a cena con loro. Mi ha chiesto di andare, sono andata. Mi ha chiesto di fare le foto alla presentazione del gruppo, le ho fatte.
Abbiamo un evento importante con il mio fotoclub, è la premiazione del concorso che organizziamo da tre anni, che finisce con una cena di gala.
Gli ho chiesto il primo anno di accompagnarmi, ma lui non mangia un cazzo e il bimbo era piccolo piccolo e non ha voluto accompagnarmi.
Glielo ho chiesto il secondo anno, il bimbo andava a dormire dai nonni, ma anziché condividere con me l'entusiasmo ho ricevuto un no.
Glielo ho chiesto ieri, ed il dialogo è stato "dove?... mmm... no" con espressione mista tra l'indifferenza e schifo. Questa volta ho sbottato.
"Ti ha fatto piacere che io venissi con te ieri sera? Ecco, anche a me mi farebbe piacere se tu venissi con me, sono sempre sola."
e mi sono istintivamente chiusa in un silenzio doloroso
non ho neanche mangiato, avevo lo stomaco chiuso
un nodo alla gola e tanta voglia di sbottare, di piangere e di vomitargli addosso una marea di parole, accuse, rimproveri ed improperi. Avevo voglia di fargli notare il suo egoismo, il suo menefreghismo, nei miei confronti, nei confronti dei  miei interessi, dei miei amici.
ma non potevo
non si può dare luogo ad una lite furibonda quando c'è un bimbo di due anni e mezzo con te

così me ne sono andata al fotoclub, ma da ieri sera sto male, da tanto tempo sto male
forse dovrei iniziare a farmi un esame di coscienza, capire se ho sbagliato qualcosa, se sono troppo esigente, se sono sbagliata io

capire questo e poi capire se questa storia ha futuro


una decina di giorni fa, in uno sbotto che mi ha fatto fare gli ho urlato contro che noi non siamo una famiglia, siamo due persone che vivono sotto lo stesso tetto

non mi ha risposto
non ha più parlato di questo argomento
non ha parlato di niente
non parla mai
i problemi con me non li affronta
non so se li affronta con la sua psichiatra o che cazzo è
ma sicuramente non con me

ho un peso nel cuore
ho un peso enorme
sono infelice
ho voglia di piangere

3 commenti:

  1. Francy come mi dispiace. Anche noi abbiamo passato un momento simile, anche io sono arrivata a dirgli che a volte mi sembrava che fossimo solo coinquilini.
    Si supera, ma ci vuole impegno da parte di tutti e due. Però, per far impegnare lui, deve capire che c'è un problema vero, che non sono solo tue menate. Sii chiara con lui, soprattutto su quello che rischia. Se ci tiene vedrai che aggiusterà il tiro e che in men che non si dica tornerete meglio di prima!

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  2. Penso che la vita segua percorsi tortuosi ed oscuri
    penso che per camminare assieme bisogna volerlo in due
    e che a volte si cammina da soli, ma è solo un momento, ci si ritrova dietro l'angolo.
    Asciuga le lacrime dopo esserti sfogata
    e cerca di "incontrarlo"
    magari davanti ad un buon caffè
    fatevi una chiacchierata
    del più e del meno
    cominciate con piccole cose prima di affrontare quelle grandi.
    Gli uomini si spaventano nelle conversazioni troppo serie, bisogna portarceli pian piano, per mano come i bambini.
    E' una piccola trappola, lo so, però funziona!
    In bocca al lupo

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  3. Quando arrivavano i figli gli equilibri.cambiano...c e poco da fare.

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